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9月9日 Di buon umore!Nuovo ritorno a Bruxelles, e finalmente una domenica sera a casa, un sosta dopo circa due mesi in movimento. Le ultime tappe di una lunghissima estate sono state normandia (le treport e baie de somme), lille, a trovare Benedetta ancora euro-girovaga, e poi volo diretto su Palermo, dove ho trascorso 4 lunghi intensi giorni. Ma....cerchiamo di andare con ordine ed esercitando la capacità di sintesi!
Le mie vacanze sono iniziate a fine luglio: qualche giorno a Milano, dove l'evento più più degno di nota sono state le due giornate in fila per ritiro passaporto richiesto ad aprile (scene kafkiane: sappiate soltanto che i dati sui passaporti - a milano - non sono archiviati nel computer, bensì in imprescrutabili, consumati, faldoni di carta...se per caso vi capita di non ricordare il giorno in cui avete fatto la richiesta, siete perduti).
Prima tappa: Ucraina
Munita di passaporto nuovo di pacca, ho intrapreso la rotta dell'est, destinazione Odessa, da dove è partito IL viaggio. Sulle sponde del mar nero ho aspettato la dolce bettina e la sconosciuta Miranka al loro sbarco dalla transbieriana, coraggiosamente cavalcata in due mesi di cammino. Pesce, frutta e spiedini, ostello austrialano e un assestamento della triade, costeggiando uno dei posti più brutti del mondo: la spiaggia di odessa, dove si azzuffano reperti industriali dell'epoca sovietica, nuovi inquietanti grattacieli in costruzione, disco anni '80 con sembianze di partenone o di galeoni, famiglie con 100 componenti e adolescenti in piena tempesta ormonale. il tutto degnamente accompagnato da una sobria musica tecno e litri di rakia. Per il resto la città ha il suo fascino: cortili nascosti da spesse mura dipinte, vegetazione florida e una discreta cura per i pochi edifici di rilievo, fra cui spicca incontrastata sul porto la celeberrima scala della corazzata potemkin.
Il nulla moldavo
Se è vero che la strada è già viaggio, le 8 ore di bus senza aria condizionata che separano Odessa da Kishinau, tappa obbligata per arrivare in Romania, si possono considerare un buon modo di percorrere 150 km...
Nella capitale moldava non c'è proprio niente da vedere, se non un mercato di fiori aperto fino a tarda notte (e dove i giovani gentlemen locali non scordano mai di fermarsi prima di tornare a casa...imparate, ragazzi dell'Europa!), ridicoli palazzi sovietici attualmente adibiti a hotel e un mercato di frutta e verdura piuttosto animato. Siamo ripartite in giornata verso Bucarest, provando subito l'emozione delle mitiche cuccette rumene.
Bucarest: ça bouge!
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